Surface
Surface è uno strumento
musicale ibrido fisico-virtuale che ho realizzato durante
il 2025.![]() |
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Liuteria ibrida
Surface offre
al musicista un paradigma di interazione insolito
rispetto ad altri strumenti musicali elettronici. Suonare Surface prevede di appoggiare lo strumento su un tavolo insieme a una scheda audio e al computer. Una volta connessi i cavi, l'utente si pone di fronte allo strumento. In un primo momento il musicista può programmare suoni e interazioni con l'interfaccia grafica del software e salvarli in dei preset, così da poterli usare più tardi. Durante la performance l'utente richiama i preset e suona Surface come la superficie di uno strumento a percussione, oppure vi avvicina semplicemente le mani per interagire con i sensori di prossimità. Può anche esplorare altri metodi per generare segnali, per esempio può appoggiare una bacinella d'acqua sulla superficie dello strumento e interagire con il liquido, oppure può prendere in mano oggetti di diversi materiali e dimensioni e osservare come questi vengono captati dai sensori. Surface è stato suonato per la prima volta in pubblico il 30 gennaio 2026 ai Magazzini del Sale di Venezia. Intrument design
La
realizzazione di uno strumento ibrido fisico-virtuale
comporta che il design delle componenti fisiche sia
tanto importante quanto quello delle componenti
virtuali.L'interfaccia fisica di Surface si basa sull'applicazione di sensori su una superficie. È possibile preparare una qualunque superficie di materiale non conduttore che sia abbastanza sottile e utilizzarla come interfaccia. Realizzare un oggetto di dimensioni precise, agendo quindi in termini di instrument design, conferisce una forma definita allo strumento, e permette che l'interazione del musicista avvenga in una modalità familiare e in scala umana. ![]() Il corpo fisico di Surface è composto da una cornice di legno, in cui è inserita una tavola più sottile, alla quale sono applicati i sensori precedentemente descritti. Sono presenti due placche capacitive nascoste sotto la superficie della tavola, la cui posizione è indicata da pannelli in rilievo e di colore distinto. La superficie è attraversata nella parte centrale da due bulloni che agiscono da antenne capacitive. La "scatola" così formata è chiusa sul fondo da un secondo pannello, rimovibile per modificare la posizione dei sensori all'interno. Le dimensioni della struttura sono state stabilite in base a diversi fattori tecnici. La superficie superiore è pensata per accogliere le due mani di una persona, mentre lo spessore della cornice è dovuto alle dimensioni del circuito. L'attuale disposizione del circuito e dei sensori, nascosti alla vista, permette già di immaginare le potenzialità di un oggetto di questo tipo. La relazione con l'anima elettroacustica dello strumento avviene infatti in termini tattili e familiari, e dà origine a suoni il cui rapporto morfologico con il gesto del musicista è forte e osservabile. Viene in questo modo meno la paura del primo incontro che potrebbe provare un musicista di fronte a un nuovo strumento, senza una prassi esecutiva affermata o un repertorio storico. Il corpo dell'utente viene accolto e le sue interazioni diventano l'oggetto della performance. Software
In uno strumento non elettronico il
generatore di suono è solitamente composto da uno o
più risuonatori, le cui caratteristiche fisiche
definiscono le proprietà spettrali dei suoni che può
emettere. Diversi tipi di risuonatori offrono
diverse modalità di interazione, anche a seconda del
tipo di interfaccia dello strumento. In uno
strumento musicale elettronico la parte di esso che
genera suono può essere virtuale, ma non
necessariamente, così come la sua interfaccia.
Se l'utilizzo di suoni sintetizzati o elaborati digitalmente offre una pressoché infinita varietà timbrica, questa non si traduce necessariamente in una elevata capacità espressiva, dal momento che i parametri usati in un algoritmo di sintesi o di elaborazione del suono, anche se sono perfettamente logici, sono completamente estranei al mondo fisico e alla dimensione umana. È possibile usare dei sensori per captare i gesti di un corpo umano e quindi usare una funzione di mappatura per convertire i dati rilevati in valori utili per il controllo di questi parametri, ma può risultare complesso trovare una funzione efficace, che dia all'utente la percezione di una connessione tra il mondo fisico e quello virtuale. Il punto cruciale che può determinare l'efficacia di un sistema musicale interattivo è il rapporto tra l'interfaccia dello strumento, in questo caso i sensori, e l'algoritmo di generazione del suono. Per dare una vera corporeità alla generazione del suono elettronico bisogna spostare l'attenzione dal suono in sé, cioè l'effetto percepibile, agli elementi che ne sono la causa. Questo si traduce in senso pratico nella sintesi non di suoni, ma di risuonatori, ovvero la simulazione nella dimensione virtuale di modelli fisici di oggetti che possono produrre suono, con parametri che ne esprimono le proprietà con termini tangibili. Una volta creato un risuonatore questo può essere eccitato da un agente esterno, le cui proprietà hanno un radicale impatto sul suono generato. L'eccitatore può essere anch'esso completamente virtuale, ma può anche essere il segnale diretto rilevato da sensori di diverso tipo, cosa che diminuisce enormemente la distanza percepita tra il gesto dell'utente e il risultato che esso produce nella dimensione digitale. Questo non significa che qualunque sistema interattivo in cui si fa uso di modelli fisici virtuali sia efficace, ma che ha il potenziale di diventarlo, se anche le sue altre componenti sono realizzate con lo stesso obiettivo. Ci sono diverse tecniche per implementare un modello di questo tipo in grado di offrire un'interazione diretta, che possono consentire di realizzare modelli più o meno raffinati. Il generatore di suono di Surface è basato su un modello di risuonatore monodimensionale in sintesi modale. |